Il colore

Teoria del colore

La teoria dei colori di Itten. La teoria del colore di Johannes Itten, pubblicata per la prima volta nel 1961 con il titolo Arte del colore: esperienza soggettiva e conoscenza oggettiva come vie per l’arte, è il risultato della sua attività artistica, caratterizzata da un astrattismo geometrico affine al cubo-futurismo, ma soprattutto della sua intensa attività
didattica.
Nella sua teoria del colore, il pittore svizzero analizza gli effetti dei colori non dal punto di vista della loro composizione chimica, ma in base alloro aspetto estetico-comunicativo. Itten realizza uno studio rigoroso, nel quale descrive il comportamento dei colori all’interno dello spettro luminoso e mostra come luci di colore diverso mutino l’aspetto degli oggetti e delle immagini, problematica già evidenziata dagli impressionisti e codificata nel suo scritto secondo regole precise.
L’artista prende inoltre in esame la teoria espressionistica del colore, che sottolinea come ai processi ottici, elettromagnetici e chimici che si producono nell’ occhio e nel cervello dell’uomo alla vista dei colori, corrispondano processi psicologici paralleli. Nel suo lavoro l’autore dimostra, attraverso semplici esempi pratici, come la percezione e la ricettività cromatica abbiano un fondamento oggettivo anche se ogni individuo vede e giudica i colori in modo del tutto personale. Gli accordi caldo-freddo, gli effetti del colore nello spazio, la composizione cromatica soggettiva e oggettiva sono solo alcuni degli argomenti presi in esame da Itten, che realizza, con un articolato e profondo percorso scientifico, che analizza ogni aspetto riguardante l’uso del colore, tuttora utilizzata non solo dagli artisti ma da tutti gli operatori della comunicazione visiva: del design, della pubblicità, del cinema e della moda.

Caratterizzazione del colore

  • Tonalità, tinta o cromaticità è un parametro che individua la lunghezza d’onda dominante nell’intervallo dello spettro elettromagnetico nel visibile. La tonalità indica ed identifica il colore di un oggetto (rosso, giallo, blu, ecc.) anche per la sua denominazione.
  • Purezza, saturazione o pienezza è l’elemento che esprime l’intensità di un colore. Un colore puro è rappresentato da una lunghezza d’onda monocromatica. Uno stesso colore può essere ottenuto con luci diverse (fenomeno del metamerismo), ma in questo caso la sua saturazione può variare.
  • Luminanza, chiarezza o brillanza esprime l’intensità luminosa nella direzione della visione, quantifica quanto bianco o nero siano presenti nel colore percepito.

Colori caldi e freddi I colori possono essere suddivisi anche in base alla sensazione che comunicano, distinguendoli in colori caldi e freddi. In generale i rossi, i gialli e gli arancioni sono associati alla luce del sole e al suo calore, quindi classificati come caldi, mentre i blu, i viola e i verdi richiamando la neve, il ghiaccio, il mare e il cielo vengono definiti come freddi. Questa distinzione in realtà non è sempre valida, perché a seconda degli accoppiamenti cromatici anche un colore freddo può essere percepito come caldo e viceversa. La composizione e la scomposizione dei colori sono regolate da due diversi principi: la sintesi additiva e la sintesi sottrattiva. La prima si riferisce al colore luce, la seconda al colore come pigmento.

Sintesi additiva

La luce bianca contiene in se tutti i colori, come viene evidenziato con la scomposizione tramite prisma. I colori primari sono tre, rosso verde e blu, i tre colori sommati insieme in uguali proporzioni generano la luce bianca.
(R=red, G=green, B=blue)

Sintesi sottrattiva

Sono i colori che vengono utilizzati per la stampa. I pigmenti depositati sulla carta, colpiti dalla luce bianca, ne assorbono alcune componenti e ne rilascia altre. I colori primari della sintesi sottrattiva non sono altro che i secondari della sintesi additiva, cyan, magenta, yellow con l’ aggiunta del nero per dare maggiore intensità.
(C=cyan, M=magenta, Y=yellow,
K=black)

Bianco e Nero
Il bianco e il nero rappresentano due “colori particolari”, definiti anche come “non colori”. In termini di sintesi additiva del colore il nero è assenza di luce, quindi assenza di colore, mentre il bianco è la somma di tutti i colori della luce; viceversa per la sintesi sottrattiva il nero è il risultato della sommatoria di tutti i colori, mentre il bianco è assenza di colore. Le superfici che assorbono completamente luce, invece di rifletterla, restituiscono il nero. Quindi il bianco e il nero variano le loro caratteristiche compositive a seconda del modello concettuale di partenza, se additivo o sottrattivo. Un oggetto che riflette tutte le onde luminose appare bianco, è nero, una superficie che assorbe tutte le radiazioni del visibile tranne una, ha il colore corrispondente a quell’unica onda (ad esempio: un oggetto che non assorbe il verde, viene visto dai nostri occhi verde).
Pantone o tinte piatte
Sono delle miscele di colore con una resa del colore perfetta che utilizzano un solo cilindro di stampa e abbattono, quindi, i costi della quadricromia, ovvero i
quattro passaggi cianomagenta- giallo-nero.
Questo sistema, adottato a livello internazionale, è stato messo a punto negli anni ’50 per classificare i colori e “tradurli” nel sistema di stampa a quadricromia grazie a un codice univoco. Tutti i colori sono raccolti in una sorta di catalogo detto “mazzetta” in cui è possibile sfogliarli e selezionarli. Nonostante siano un colore unico, si può controllare l’abbassamento dell’opacità del colore per simularne il chiaroscuro (la cosiddetta retinatura) creando effetti quali sfumature, ombreggiature, ecc. in grado di
impreziosire il proprio lavoro.
I colori Pantone sono usati come quinto colore sopra un lavoro in quadricromia, spalmato su una quinta lastra della macchina da stampa, oppure in sostituzione di una o più lastre CMYK.
Nello scegliere il Pantone, la Color Guide aiuta a scegliere anche la migliore unione tra i colori e il tipo carta su cui stamparli: la C (Coated) è per quella patinata e la U (Uncoated) per la uso mano. Infine, mentre è possibile convertire la quadricomia in un colore Pantone, è preferibile non fare il procedimento inverso, perché in stampa si perderebbero la qualità, la brillantezza e la precisione del colore Pantone scelto.

Colori utilizzati nel web

É un sottoinsieme del metodo RGB, con 256 colori a disposizione colori che sono sicuramente comuni alle palette di colori dei sistemi operativi MAC e PC.
Il linguaggio di programmazione Html registra il colore con valori numerici e alfabetici esadecimali (10 valori numerici e le lettere da “A” fino alla “F”). Per esempio il blu nella palette ha come valori esadecimali 0000cc.

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